Sussidi assistenziali per il personale militare: requisiti, importi e come fare domanda

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I sussidi assistenziali permettono al personale militare di ottenere contributi economici per affrontare spese straordinarie legate a salute, eventi familiari o situazioni di emergenza. Il beneficio è subordinato a requisiti economici e documentali e viene concesso nei limiti previsti dalla normativa del Ministero della Difesa.

Il personale militare può accedere, in determinate condizioni, a interventi assistenziali sotto forma di sussidi economici erogati dal Ministero della Difesa tramite la Direzione Generale per il Personale Militare (PERSOMIL).

Si tratta di contributi destinati a sostenere i militari e le loro famiglie in presenza di situazioni di particolare difficoltà economica derivanti da eventi straordinari, come spese sanitarie rilevanti, calamità naturali, furti o lutti familiari.

La disciplina è contenuta nelle disposizioni emanate dalla Direzione Generale per il Personale Militare, tra cui il compendio assistenziale richiamato nella circolare del 12 giugno 2023.

Gli interventi assistenziali rappresentano una forma di tutela economica diversa da altri istituti previsti per il personale militare, come ad esempio il riconoscimento della causa di servizio o i periodi di aspettativa per infermità.

In questa guida spieghiamo cos’è e chi può richiedere il sussidio, quali spese sono ammesse, quali sono i limiti di importo e come presentare la domanda.

Cosa sono i sussidi assistenziali per il personale militare

Gli interventi assistenziali rappresentano una misura di sostegno economico destinata al personale militare che si trova ad affrontare situazioni eccezionali che comportano un rilevante aggravio economico.

Non si tratta di un beneficio automatico né di un rimborso generalizzato delle spese sostenute. Il sussidio ha natura discrezionale e straordinaria, ed è concesso solo dopo la verifica dello stato di bisogno.

In particolare, il contributo non costituisce:

  • un’integrazione ordinaria al reddito;
  • un rimborso automatico delle spese sostenute;
  • una forma di assistenza mutualistica;
  • un intervento preventivo o risarcitorio.

L’Amministrazione concede il sussidio solo quando viene accertata una reale situazione di difficoltà economica collegata a eventi imprevisti e documentati.

Chi può richiedere i sussidi assistenziali

Possono presentare domanda di contributo assistenziale sia i militari in servizio, sia i militari in quiescenza.

Le spese oggetto della richiesta possono riguardare:

  • il militare richiedente;
  • il coniuge o la persona unita civilmente;
  • i figli;
  • parenti entro il secondo grado risultanti dal nucleo familiare ai fini ISEE.

Non sono invece ammissibili richieste relative a soggetti che non risultano nel nucleo familiare del richiedente.

Quando esiste lo stato di bisogno

Per accedere al sussidio devono essere soddisfatte due condizioni fondamentali.

La prima riguarda la situazione economica del nucleo familiare: l’attestazione ISEE non deve superare 28.000 euro.

La seconda riguarda la spesa sostenuta, che deve essere documentata e di importo significativo, secondo le soglie previste dalla Tabella A allegata alla circolare assistenziale.

Le spese devono essere state sostenute nell’anno solare di riferimento, dal 1° gennaio al 31 dicembre.

È importante sapere che le spese appartenenti a categorie diverse non sono cumulabili tra loro e devono rientrare tra quelle espressamente previste dalla normativa assistenziale;

Le domande prive dei requisiti vengono respinte dall’Ente senza essere inoltrate alla Direzione Generale.

Importo del sussidio e limiti previsti

L’importo del contributo assistenziale non è fisso ma viene calcolato applicando una percentuale alla spesa sostenuta, prevista dalla Tabella A.

Il contributo:

  • non può superare il 65% della spesa documentata;
  • non può superare 5.000 euro complessivi nell’anno.

L’effettiva concessione dipende inoltre dalla disponibilità delle risorse finanziarie stanziate per ciascuna Forza Armata. Ciò significa che anche le domande ammissibili vengono valutate nel limite dei fondi disponibili.

Quali spese sono ammesse ai sussidi assistenziali

Le richieste devono essere legate a eventi straordinari e documentati. Le principali categorie di spesa ammesse sono le seguenti.

Spese sanitarie

Rientrano tra le spese più frequentemente oggetto di richiesta di sussidio:

  • interventi chirurgici;
  • cure mediche per malattie sopravvenute che comportano spese rilevanti;
  • trattamenti odontoiatrici, ortodontici o gnatologici non estetici.

Quando le cure devono essere effettuate fuori dalla località di residenza, possono essere considerate anche le spese accessorie, come trasporto, vitto e alloggio. Tali spese devono essere documentate e giustificate dalla necessità di effettuare le cure in altra località.

Non sono invece normalmente ammesse:

  • spese per ticket sanitari;
  • scontrini farmaceutici ordinari.

Eccezioni possono essere previste per terapie salvavita documentate da prescrizione medica.

Protesi e ausili sanitari

Possono essere oggetto di contributo anche le spese per:

  • protesi indispensabili;
  • ausili ortopedici, apparecchi acustici e dispositivi audiovisivi necessari per la salute.

Sono invece esclusi gli interventi e i dispositivi di natura puramente estetica.

Spese per onoranze funebri

Tra le spese assistenziali rientrano anche quelle sostenute in occasione del decesso di un familiare. In particolare possono essere considerate:

  • spese per il servizio funebre;
  • concessione del loculo;
  • cremazione.

Le fatture devono essere intestate al richiedente o a un familiare avente diritto ed è necessario allegare il certificato di morte.

Calamità naturali e incendi

Il sussidio può essere concesso anche in caso di eventi come alluvioni, terremoti e incendi non dolosi. In queste situazioni è necessario produrre il verbale dell’autorità competente o dei Vigili del Fuoco.

Il contributo può riguardare il riacquisto di beni di prima necessità non pignorabili, purché non coperti da assicurazioni o altri rimborsi.

Furto o rapina in abitazione

Sono ammesse richieste di contributo anche in caso di furto o rapina nella propria abitazione. In particolare possono essere ammesse:

  • spese per il riacquisto di beni di prima necessità;
  • spese per la riparazione di porte e infissi danneggiati.

Non rientrano invece tra le spese assistenziali i furti di automezzi.

Particolare assistenza in caso di decesso o lesioni gravi

È prevista una misura di assistenza speciale nei casi in cui il militare:

  • deceda;
  • riporti lesioni gravi e permanenti.

Queste situazioni devono essere connesse allo svolgimento di attività addestrative, operative o logistico-funzionali oppure ad attività di supporto alle Forze di Polizia. Il tutto deve avvenire per cause non imputabili a terzi.

In tali casi l’Ente può anticipare immediatamente una somma prevista dalla Tabella B del compendio assistenziale, in attesa della successiva definizione della pratica.

In caso di decesso, i beneficiari possono essere:

  • il coniuge;
  • i figli;
  • i genitori;
  • i fratelli o le sorelle (in assenza dei precedenti).

Quali documenti servono per presentare la domanda

La richiesta di contributo deve essere corredata da una serie di documenti necessari alla valutazione della pratica. Tra i principali:

  • attestazione ISEE aggiornata;
  • fatture o ricevute delle spese sostenute;
  • certificazioni mediche, se si tratta di spese sanitarie;
  • verbali delle autorità competenti in caso di furti, incendi o calamità;
  • eventuale certificazione di morte nei casi di spese funebri.

La completezza della documentazione è fondamentale perché consente all’Ente di verificare la fondatezza della richiesta prima dell’inoltro alla Direzione Generale.

Come presentare la domanda di sussidio assistenziale

In attesa della completa informatizzazione della procedura, la domanda deve essere presentata secondo le modalità attualmente previste. Il militare deve:

  1. presentare la domanda al proprio Comando o Ente di appartenenza;
  2. allegare tutta la documentazione richiesta;
  3. inoltrare la domanda entro l’anno in cui è stata sostenuta la spesa.

Per il personale in servizio la richiesta deve essere valutata dal Comandante di Corpo, che verifica la completezza della documentazione e la fondatezza della domanda prima di trasmetterla alla Direzione Generale per il Personale Militare.

La domanda va trasmessa via PEC all’indirizzo persomil@postacert.difesa.it.

Controlli e responsabilità

La Direzione Generale per il Personale Militare effettua controlli a campione sulle domande presentate, secondo quanto previsto dal DPR 445/2000. In caso di dichiarazioni non veritiere:

  • il beneficiario decade dal contributo;
  • l’Amministrazione procede al recupero delle somme eventualmente erogate;
  • possono essere avviate valutazioni di natura disciplinare e penale.

Cosa fare in caso di diniego del sussidio

Qualora la richiesta venga respinta, il militare può proporre ricorso attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento amministrativo. In particolare è possibile presentare:

  • ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) entro 60 giorni;
  • ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

Un sostegno concreto per il personale militare

Gli interventi assistenziali rappresentano uno strumento importante di tutela per il personale militare e per le famiglie che si trovano ad affrontare eventi straordinari.

Conoscere queste opportunità significa poter contare su un supporto concreto nei momenti più difficili, quando spese impreviste possono mettere in difficoltà l’equilibrio economico del nucleo familiare.

Per informazioni o supporto nella presentazione delle domande è possibile rivolgersi alle sedi territoriali del SIM Marina, che offrono assistenza al personale militare nella tutela dei propri diritti.

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