Le Commissioni Difesa e Affari sociali della Camera hanno emanato parere favorevole con osservazioni sullo schema di decreto legislativo relativo alla riforma della sanità militare.
Sulla questione già in precedenza sono state inviate al Ministro proposte di modifica (leggi qui il precedente articolo) da parte delle APCSM.
Le osservazioni nate dal confronto con le Associazioni
Nel parere le Commissioni hanno formulato una serie di osservazioni alla luce degli elementi emersi nel corso delle audizioni parlamentari. Tra queste rammentiamo il confronto con le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari.
“Abbiamo ritenuto importante accompagnare l’esame della riforma con alcune osservazioni che tengono conto delle questioni emerse nel confronto con il personale sanitario militare“, ha dichiarato il presidente della Commissione Difesa della Camera Nino Minardo.
Armonizzazione delle carriere e attenzione a tutti i sanitari
In particolare, il parere richiama l’esigenza di armonizzare ruoli e progressioni di carriera del personale sanitario proveniente dalle diverse Forze armate.
Viene indicata come necessaria la valorizzare di tutte le professioni sanitarie, mediche e non mediche, e lo sviluppo di un nuovo assetto secondo criteri di effettiva integrazione interforze, anche nella pianificazione operativa e nella formazione del personale sanitario.
Tra le osservazioni formulate vi è a attenzione alla posizione del personale sanitario dell’Arma dei Carabinieri in considerazione del ruolo di supporto investigativo svolto.
Sono state richieste anche misure transitorie a tutela del personale, come la possibilità di continuare a utilizzare l’uniforme della Forza armata di provenienza nella fase iniziale di applicazione della riforma.
L’attuazione della riforma con il coinvolgimento dei sindacati militari
Il parere indica inoltre l’opportunità di coinvolgere le rappresentanze sindacali militari nella fase attuativa della riforma. Questa previsione è stata fortemente richiesta dal SIM Marina sin dal primo incontro con le autorità politiche.
“La fase di attuazione sarà cruciale – ha concluso il Presidente della Commissione Difesa Minardo– perché sarà proprio nei decreti attuativi che dovrà essere costruita una sintesi equilibrata tra l’impianto della riforma e le indicazioni emerse nel confronto con il personale sanitario”.
La posizione delle sigle sindacali: sentimenti di preoccupazione e delusione
Ben 12 sigle sindacali, tra cui SIM Marina, hanno emanato il comunicato che potete leggere integralmente qui.
Sono chiaramente rappresentate le preoccupazioni e la delusione sia sul provvedimento di riforma che sul parere della Commissione Difesa.
“Pur apprezzando il timido sforzo di recepire alcune delle criticità emerse nel corso delle audizioni
parlamentari, dobbiamo purtroppo constatare che le principali richieste avanzate dalle rappresentanze
del personale sanitario militare sono state sostanzialmente disattese.” la posizione espressa nel comunicato stampa.
“La creazione di un corpo unico della sanità militare, senza varianza di bilancio e senza incremento delle dotazioni organiche, così come prevista dallo schema di decreto, rappresenta una scelta profondamente sbagliata, destinata a produrre effetti negativi sull’operatività delle Forze armate e sull’intero sistema sanitario militare”
Il documento prosegue citando gli elementi di maggior destabilizzazione per il futuro corpo di sanità militare.
Si tratta della mancanza di valorizzazione della specificità operativa e di una reale equi ordinazione con il personale della sanità pubblica.
Entrambe le questioni sono state sollevate dalle sigle sindacali firmatarie nel corso delle audizioni, ma di esse non c’è traccia nel parere della Commissione Difesa.
Cosa avviene dopo il parere della Commissione
Il parere parlamentare rinvia molte questioni ai futuri decreti attuativi. Tuttavia è evidente che tali
strumenti non potranno modificare l’impianto generale della riforma, che rimane fortemente critico e
distante dalle esigenze operative espresse dal personale.
Le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari annunciano che “continueranno a opporsi con determinazione, in tutte le sedi istituzionali e giuridiche consentite, affinché emerga l’irragionevolezza di un provvedimento che rischia di compromettere l’equilibrio e l’efficienza della sanità militare“
Il comunicato si conclude con l’apertura per un confronto serio, costruttivo e responsabile.