Il giorno 13 ottobre 2026 presso il dipartimento della Funzione Pubblica si è tenuto l’incontro dei rappresentanti del Governo con i sindacati del comparto Difesa Sicurezza.
Presenti al tavolo 39 sigle sindacali del Comparto Difesa e Sicurezza, il Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, dirigenti della Funzione Pubblica, i rappresentanti del MEF e delle amministrazioni del personale interessato (Interni, Giustizia, Economia e Difesa – per quest’ultima SMD))
Per SIM Marina ha partecipato il Segretario Generale Aggiunto Francesco Carlucci.
Riportiamo i passaggi più significativi dell’intervento effettuato nel corso della riunione e le risposte dei rappresentanti del Governo.
L’importanza del tavolo previdenziale
Per SIM Marina questo tavolo riveste un’importanza particolare. Non soltanto perché dà seguito all’impegno assunto dal Governo in occasione della sottoscrizione degli accordi relativi al triennio contrattuale 2025-2027, ma anche perché affronta una delle questioni più sentite dal personale del Comparto Difesa e Sicurezza: la previdenza.
SIM Marina aveva posto il tema della previdenza sin dall’apertura della contrattazione 2025-2027.
E’ stato fatto pubblicamente, nei tavoli tecnici e formalizzato nel documento depositato il 9 marzo 2026, nel quale si chiedeva l’istituzione di un tavolo specifico, separato dalla contrattazione, con tempi certi e obiettivi chiari.
Da oltre trent’anni il personale del Comparto Difesa e Sicurezza attende una risposta ad una problematica che nasce proprio dalla specificità riconosciuta dalla legge.
Esiste infatti una sperequazione evidente.
I nostri ordinamenti prevedono limiti di età e modalità di cessazione dal servizio differenti rispetto al restante pubblico impiego.
Il personale militare è chiamato a lasciare il servizio in età significativamente inferiori rispetto ad altri dipendenti pubblici.
Nello stesso tempo il sistema contributivo collega l’importo della pensione ai coefficienti di trasformazione che aumentano con l’età.
La conseguenza è chiara. A parità di contribuzione versata e di anni di servizio, chi è obbligato a lasciare il servizio prima percepisce inevitabilmente un trattamento pensionistico inferiore.
Questa penalizzazione non deriva da una scelta del lavoratore. Deriva dalla specificità dell’impiego richiesta dallo Stato.
E proprio perché è la specificità a generarla, è con la specificità che deve essere compensata.
La carenza della previdenza integrativa
A ciò si aggiunge una seconda criticità.
Per oltre trent’anni non è stata resa operativa la previdenza complementare, che avrebbe dovuto accompagnare il passaggio al sistema contributivo.
Una circostanza che rischia oggi di produrre effetti significativi per intere generazioni di servitori dello Stato.
Molti appartenenti alle Forze Armate e alle Forze di Polizia rischiano infatti di raggiungere il congedo con pensioni che, in alcuni casi, potrebbero attestarsi intorno al 55 per cento dell’ultima retribuzione percepita.
Si tratta di una prospettiva che genera preoccupazione, alimenta incertezza e rischia di incidere anche sull’attrattività delle professioni militari e di polizia per le future generazioni.
La priorità per SIM Marina
da qualche anno si è iniziato a parlare di risorse per avviare una piccola riforma che sostenga il personale che dovrà lasciare l’impiego con la pensione calcolata con il sistema contributivo.
Il legislatore ha istituito un fondo dedicato (art.1 comma 95 della L.B. 2022), lo ha progressivamente incrementato e lo ha ulteriormente rifinanziato. Parte delle risorse, quindi, esistono.
Esiste una chiara volontà parlamentare manifestata nel tempo ed un quadro normativo di riferimento.
Per questo la domanda che il personale si pone è molto semplice: “QUALE PERCORSO INTENDE SEGUIRE IL GOVERNO PER DARE FINALMENTE CONCRETA ATTUAZIONE ALLA PREVIDENZA E TRASFORMARE LE RISORSE GIÀ STANZIATE IN UNA MISURA REALMENTE FRUIBILE DAL PERSONALE?“
Oggi, fortunatamente, il tema non è più accertare l’esistenza del problema. Il tema è individuare la soluzione e definire i tempi della sua attuazione.
E’ il momento di fare chiarezza.
SIM Marina si chiede se questo tavolo avrà uno sbocco concreto e immediato oppure si dovrà ancora attendere? Ci troviamo a ridosso di una nuova legge di bilancio e davanti ad un impegno formalmente assunto dal Governo.
Le risorse disponibili saranno finalmente tradotte in una misura concreta?
Dopo oltre trent’anni di attesa, il personale militare fa fatica a comprendere l’assenza di una decisione conclusiva.
La proposta di SIM Marina
Prima è necessario colmare il vuoto accumulato e rispondere alle esigenze di chi sta avvicinandosi alla pensione. immediatamente dopo dobbiamo costruire il futuro dei nostri giovani
Il primo passo sarà avviare la previdenza dedicata. Successivamente sarà indispensabile sviluppare una previdenza complementare moderna ed efficace, soprattutto per i giovani colleghi che trascorreranno l’intera vita lavorativa nel sistema contributivo. Altrettanto necessario sarà salvaguardare il TFS.
Ma sarebbe un errore utilizzare la complessità della previdenza complementare per rinviare ancora una volta la soluzione del problema imminente.
SIM Marina confida che i responsabili tecnici seduti al tavolo sappiano rappresentare con chiarezza ai livelli politici il contenuto e le aspettative che sono emerse.
E’ necessario passare dalla fase degli stanziamenti alla fase delle decisioni, proprio nella Legge di Bilancio che sta per essere approvata dal Governo.
Se la previdenza del Comparto Difesa e Sicurezza rappresenta realmente una priorità, questo è il momento di dimostrarlo.
La risposta della Funzione Pubblica.
I rappresentanti del Governo hanno dichiarato la soddisfazione per l’apertura del tavolo. Hanno confermato l’esistenza degli stanziamenti, e l’assenza di un percorso normativo oltremodo necessario per utilizzare le risorse finanziarie. La compatibilità a Bilancio sarà poi determinante per la conclusione del percorso.
Saranno convocate altre riunioni tecniche dopo che alle sigle sindacali saranno inviati alcuni dati indispensabili per capire le possibilità ed il percorso da intraprendere.
La dichiarazione del Segretario Generale Aggiunto Francesco Carlucci:
“Soddisfatti per l’avvio del tavolo tecnico, ma siamo di fronte ad affermazioni interlocutorie senza alcun accenno alla possibilità di sfruttare l’imminente Legge di Bilancio. Vedremo con quale rapidità si svolgeranno gli incontri e quale effettiva volontà di arrivare ad una soluzione sarà messa in campo dal Governo.”
Entrando nel dettaglio: ” Mi hanno preoccupato le affermazioni del Ministro quando afferma che bisogna verificare il tutto con le risorse a bilancio. Affermazione quasi ovvia ma la necessità di esternarla è indicatore di quanta incertezza regna nelle file del Governo“.
Ed infine conclude: “Come SIM, non firmatari del contratto, siamo venuti con auspicio di ricrederci su questo tavolo ma queste affermazioni non aiutano.”