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Riforma Sanità Militare, SIM Marina invia una relazione tecnica all’Ufficio di Gabinetto della Difesa

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Forte contrarietà per il metodo inadeguato ed i ristretti tempi di interlocuzione

Il SIM Marina esprime forte contrarietà rispetto alle modalità con cui il Ministero della Difesa ha trasmesso lo schema di decreto legislativo sulla riforma della Sanità Militare, chiedendo di formulare osservazioni entro il 1° dicembre senza alcuna interlocuzione preventiva.

Un termine estremamente ristretto, del tutto inadeguato per analizzare una riforma che ridisegna la struttura centrale e periferica della Sanità Militare, l’offerta sanitaria per il personale, le carriere, il reclutamento e la formazione, fino all’istituzione del Corpo Unico della Sanità Militare, previsto dal 1° gennaio 2027.

Eppure durante l’incontro con le APCSM il Ministro aveva risposto positivamente alla richiesta di coinvolgimento delle Associazioni sindacali sulla riforma sanitaria. Chiedere osservazioni il 21 novembre con scadenza il 1 dicembre è solo un mero disbrigo formale senza alcun reale interesse sulle posizioni sindacali, che chiaramente intendono tutelare il personale militare coinvolto.

A questo si aggiunge la mancanza di documentazione tecnica essenziale: non sono state fornite le stime dei costi, le coperture finanziarie, l’impatto sul personale, né le valutazioni operative, logistiche e previdenziali.
È impossibile esprimere un parere serio senza trasparenza e senza tempo adeguato” sottolinea il Segretario Generale Warner Greco. “Abbiamo chiesto ai nostri specialisti sanitari uno sforzo per analizzare la bozza pervenuta ed elaborare una relazione nel breve tempo, ma la nostra protesta per il metodo ed i tempi non si esaurirà

Le criticità riscontrate

Il SIM Marina ricorda che il settore presenta già criticità importanti: organici insufficienti, carenza di specialisti, infrastrutture obsolete, attese troppo lunghe per gli accertamenti, servizi di aderenza in sofferenza, previdenza complementare priva di risorse e stipendi non proporzionati alle responsabilità.

Dalla lettura della bozza di decreto attuativo della sanità militare emergono a fattor comune preoccupazioni in merito alla clausola di invarianza finanziaria: una riforma così vasta non può essere realizzata “a costo zero” e serve chiarezza sulle risorse necessarie.

Nel merito del provvedimento, Il SIM Marina rileva l’assenza della volontà di eliminare la persistenti disparità rispetto al SSN che rischiano di generare ulteriori ingiustizie e contenziosi.

Non si individua l’applicazione integrale dell’art. 210 del COM sulla libera professione, quale strumento per trattenere le professionalità.

Necessaria una valorizzazione delle professionalità

Relativamente ai ruoli, la bozza è carente sotto tutti i punti di vista. A parere del SIM Marina la riforma è l’atto utile per valorizzare tutte le professionalità sanitarie. Alcuni esempi:

  • inserire il personale con laurea magistrale nel Ruolo Normale/Dirigenti
  • inquadrare il restante personale ufficiale sanitario nel Ruolo Speciale/Funzionari
  • valorizzare i marescialli infermieri ed i tecnici sanitari con un reale sbocco nel ruolo ufficiali speciale interforze
  • riconoscimento professionale dei Sergenti e Graduati, in particolare OTS e soccorritori marittimi

Cosa chiede SIM Marina

L’invio delle osservazioni richieste non porrà fine alla questione. SIM Marina ha infatti contestualmente avanzato al Ministro alcune richieste essenziali per definire il corretto percorso di questa importante riforma e consentire un confronto reale e non una consultazione formale:

  • Apertura immediata di un tavolo tecnico dove approfondire la bozza del decreto di riforma e avanzare le proprie richieste
  • Trasmissione degli atti tecnici
  • Pubblicazione delle stime dei costi e delle relative coperture
  • Garanzie che la riforma non sottragga risorse alle già evidenti criticità del settore

Necessario un vero confronto

Il SIM Marina ribadisce che una riforma di tale portata richiede serietà, trasparenza e partecipazione.
Il personale della Difesa merita un confronto vero e interventi concreti, non consultazioni-lampo su provvedimenti che modificano profondamente l’intero sistema sanitario militare” afferma il Segretario Nazionale Roberta Pezzella, responsabile di SIM Marina per la tutela sanitaria.

Se non avremo la possibilità di essere concretamente ascoltati, avanzeremo le nostre perplessità e le nostre proposte in ogni sede, a cominciare dalle Commissioni Difesa che certamente dovranno vagliare il provvedimento” conclude il Presidente Antonio Colombo.

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