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Rinnovo contrattuale: richiesto incontro urgente al Ministro della Difesa

Sta facendo rumore all’interno del mondo militare il rinnovo contrattuale respinto dalla maggioranza delle sigle sindacali delle Forze Armate, compresa l’Arma dei Carabinieri, ma approvato per una alchimia numerica.

Nel conteggio infatti si è tenuto conto della maggioranza espressa dalle deleghe delle sigle favorevoli di tutto il Comparto Difesa e Sicurezza. Sezionando il risultato per ambiti, solo le sigle di Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Penitenziaria hanno espresso consenso a maggioranza. Per queste ultime due va però valutato che hanno beneficiato della norma che consente ad un dipendente di essere iscritto in più sigle sindacali.

La coerenza di SIM Marina a difesa della specificità di forza armata

SIM Marina ha evidenziato sin dalla prima riunione che le risorse erano insufficienti e che erano necessari significativi interventi economici sulla componente accessoria.

Obiettivi dichiarati: l’equiparazione economica del notturno di navigazione con quello per servizi, interventi sulle operatività delle componenti altamente specialistiche della Marina Militare, modifica della Legge 86 per l’indennità di trasferimento.

Tutte questioni prettamente specifiche per la Forza Armata che unica nel suo genere opera in mare terra e cielo.

La specificità della Marina Militare obbliga SIM Marina a perseguire obiettivi oggettivamente difficili da raggiungere.

Una cosa è migliorare le condizioni del personale rappresentato passo dopo passo, un’altra rinunciare firmando un contratto vuoto di contenuti.

Un contratto insufficiente

Qualcuno afferma che sono le stesse condizioni del precedente. Non è cosi.

Di uguale ci sono solo le cifre del rinnovo della componente fissa della retribuzione (parametro e indennità pensionabile). Nel precedente invece sono anche state introdotte alcune nuove indennità, tra tutte quelle inerenti le attività notturne ed è stato affrontato l’aspetto normativo, quest’anno inesistente.

Senza dimenticare che occorrevano nuove risorse per limitare i danni che l’inflazione sta facendo sulle retribuzioni.

Qualcuno afferma che sono stati gli aumenti con buon anticipo rispetto agli usuali rinnovi.

In questo caso è vero tecnicamente, ma sono comunque aumenti che sarebbero stati erogati anche rallentando la approvazione e valutando attentamente le richieste avanzate dalla maggioranza delle sigle.

E adesso abbiamo davanti 4 anni prima di un potenziale rinnovo.

Gli impegni del Governo sulla previdenza dedicata

Un intervento richiesto da tutte le sigle, compresa SIM Marina, è stato l’avvio della previdenza dedicata.

Anche nell’addendum al contratto precedente (dicembre 2024), firmato dalla Funzione pubblica, se ne indicava la necessità.

In questo rinnovo, un argomento che doveva essere ormai considerato indiscutibilmente da affrontare, è stato strumentalmente usato come esca per la firma di quelle poche sigle che hanno voluto dare credito a promesse illusorie.

Per SIM Marina senza chiare indicazioni di finanziamento e tempi per l’inizio della previdenza dedicata e complementare l’impegno è una promessa senza fondamento, come le moltissime avute in passato.

Cosa succede ora: l’avvio di un percorso di tutela attivo

Il 14 luglio SIM Marina quindi ha detto chiaramente NO alla proposta di rinnovo contrattuale 2025–2027. (leggi qui le ragioni del no)

Un NO motivato e responsabile. Un NO che nasce dalla tutela del personale, dalla difesa del potere d’acquisto, dall’emergenza previdenziale, dalla specificità della vita di mare e dalla condizione del personale sotto tabella.

Quel NO non è stato un gesto isolato. È stato l’avvio di una linea sindacale chiara, coerente e determinata: una scelta che segna l’inizio di un percorso di tutela attiva, non di semplice dissenso.

SIM Marina ha trasformato il NO in un impegno politico e sindacale continuo, che già oggi si traduce in iniziative concrete e che nei prossimi mesi verrà ulteriormente intensificato.

16 luglio: Richiesto incontro al Ministro della Difesa

A distanza di sole quarantotto ore dal NO, SIM Marina, insieme a 11 sigle, la maggioranza delle APCSM, ha compiuto un passo politico decisivo: la richiesta formale di un incontro urgente al Ministro della Difesa. (leggi qui il documento)

Non si è trattato di una semplice presa di posizione. È stata un’azione sindacale forte, compatta, determinata, che ha portato sul tavolo del Ministro un dato politico inequivocabile: la maggioranza rappresentativa del personale della Difesa e dei Carabinieri non ha firmato il contratto 2025–2027.

Necessario un confronto politico, rispettoso del personale rappresentato

Questa iniziativa non nasce per contestare, ma per pretendere un confronto politico vero, responsabile, rispettoso del personale che ogni giorno garantisce la difesa e sicurezza del Paese.

La mancata firma della maggioranza delle sigle non è un episodio. È il segnale di un disagio profondo, radicato, che non può essere ignorato né minimizzato. È la prova che il personale chiede risposte concrete, non dichiarazioni di circostanza.

Una stagione di iniziative sindacali

SIM Marina ha scelto di trasformare il NO in un percorso di iniziative: non ci siamo fermati, abbiamo iniziato!

Le parole del Ministro alla recente Festa della Marina a Palòermo– “Questa deve essere la Difesa, perché questa deve essere la Repubblica Italiana: il luogo in cui si chiede a ognuno ’impegno, ma il luogo in cui si dà a ognuno, quando ne ha bisogno, l’aiuto che serve. Questo è quello che dobbiamo essere.” – definiscono un impegno istituzionale che SIM Marina intende richiamare con forza.

Per questo, da oggi parte una attività che inizia coinvolgendo il Ministro e che proseguirà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di ottenere:
– tutela del potere d’acquisto
– previdenza dedicata e complementare finanziata
– indennità accessorie adeguate
– interventi sul personale sotto tabella
– riconoscimento concreto della specificità che comporta la vita di mare ad iniziare dall’adeguamento dell’indennità di trasferimento.

La dignità dei marinai non si difende con promesse e un comunicato: si difende con una strategia.

Legge di Bilancio 2027: il passaggio decisivo

La Legge di Bilancio 2027 sarà l’ultima di questa legislatura. Sarà il momento in cui il Governo potrà dimostrare, con fatti concreti, di voler essere coerente con le parole pronunciate dal Ministro.

SIM Marina sarà presente, vigile, determinato e intensificherà la propria azione per ottenere risposte reali, non
promesse — non gli impegni generici presentati per la firma del contratto, che non hanno dato le garanzie necessarie al personale.

Perché la dignità di chi vive per il mare non si baratta. E non si rinvia.

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