Giovedì 8 ottobre 2026 il Segretario Generale di SIM Marina Warner Greco ha partecipato all’audizione della Commissione Difesa del Senato in merito al DDL Difesa (atto 2028).
SIM Marina ha osservato alcune criticità da sottoporre all’attenzione della Commissione. Questioni che meritano un approfondimento, soprattutto con riferimento alle ricadute che il provvedimento potrebbe determinare sul personale delle Forze Armate.
Ha inoltre avanzato alcune proposte che si ritengono prioritarie per dare risposte che il personale attende da anni.
Vedi qui il video integrale dell’intervento
La cultura della Difesa
Se come affermato da rilevanti esponenti militari e politici, in Italia è necessario far crescere la “cultura della Difesa“, SIM Marina ritiene che questo DDL sia comunque lontano da percepire il concetto stesso.
Per il SIM Marina, infatti, la Cultura della Difesa non può essere ricondotta esclusivamente alla disponibilità di nuove piattaforme, sistemi d’arma, tecnologie e capacità operative.
Essa deve innanzitutto fondarsi sulla centralità delle donne e degli uomini che costituiscono lo strumento militare, attraverso la valorizzazione professionale, economica e previdenziale del personale, nonché mediante adeguate politiche di tutela, sostegno, formazione e benessere.
Valorizzazione del solo personale Cyber
Tutto questo è assente nel Decreto Difesa. Soltanto il personale Cyber (oltretutto malamente) viene valorizzato. Sono ignorate invece tutte le restanti difficoltà di chi ogni giorno lavorerà a fianco di quei militari, di chi condurrà l’Unità Navale, di chi sarà destinato a lavorare a mille chilometri da casa senza un adeguato sostegno.
Nel Decreto l’incentivo economico per il personale Cyber, peraltro già esistente in forma di indennità supplementare, viene demandato al Ministro, scavalcando quindi la contrattazione del rinnovo contrattuale che dovrebbe accompagnare l’introduzione di ogni indennità a favore del personale.
SIM Marina contesta il metodo, non il merito. Per questo la riteniamo una scelta non solo discutibile, ma forse anche anti costituzionale.
Cosi come premiare il personale brevettato Cyber, addirittura anche Generali ed Ammiragli, se si auto-vincolano a permanere nelle Forze Armate. 4300€ ogni due anni (dopo i primi anni obbligatori) solo per loro, solo per quella che diverrà una casta.
Qualcuno ha idea che questo fatto potrebbe portare a tensioni tra il personale?
Qualcuno sa che i militari trasferiti hanno a supporto una Legge che rimborsa una elemosina per il disagio (economico e famigliare) sofferto?
le richieste di SIM Marina
SIM Marina ha portato all’attenzione alcuni punti ritenuti essenziali per valorizzare il personale della Marina Militare:
- L’adeguamento della Legge 86 per il personale trasferito
- La profonda modifica alla norma per l’arruolamento del personale VFI e VFT
- L’introduzione di una indennità per gli Ispettori della Sicurezza della Navigazione
L’adeguamento della Legge 86
Non è più rinviabile una revisione organica della Legge 86. E’ necessaria una introduzione di una disciplina specificamente dedicata al personale militare.
L’attuale sistema di sostegno abitativo non appare più adeguato rispetto all’evoluzione dei costi degli affitti e alle mutate condizioni del mercato immobiliare.
Il SIM Marina propone pertanto l’introduzione di un rimborso mensile dell’affitto fino a 900 euro, per un periodo massimo di cinque anni, nei casi di trasferimento d’autorità presso una nuova sede di servizio.
Dovrebbe inoltre essere prevista, in alternativa al rimborso del canone di locazione, la possibilità di riconoscere un analogo sostegno per il mutuo eventualmente contratto dal militare per l’acquisto dell’abitazione principale nella nuova sede di servizio.
Una misura di questo tipo contribuirebbe concretamente a ridurre l’impatto economico della mobilità obbligatoria e a riconoscere il sacrificio sostenuto dal personale e dalle rispettive famiglie.
Incentivi per il personale VFI e VFT
Su questo fronte è necessaria una profonda modifica alla normativa in essere. Attualmente siamo di fronte molto più che ad una forma di precariato.
Per il personale militare volontario il precariato dura anni, lo straordinario non si remunera ed al termine di un periodo di lavoro non si ha diritto alla Naspi.
E’ questa la “cultura della Difesa”? Arruolare i nostri giovani per periodi lunghi in cui non si hanno diritti?
E poi ci si meraviglia che non ci sia appeal nelle Forze Armate. La sorpresa sarebbe il contrario.
Tutto questo per il SIM Marina necessita di una profonda modifica. Questo DDL potrebbe ancora essere l’occasione giusta.
Il personale della Guardia Costiera
Infine abbiamo posto l’attenzione all’elevata professionalità dei colleghi della Guardia Costiera che garantisco la sicurezza della Navigazione.
Se nei nostri mari e nei nostri porti entrano Navi sicure questo avviene grazie agli Ispettori della sicurezza della navigazione.
Professionisti che debbono essere sempre aggiornati, che si recano in tutto il mondo per eseguire i controlli e le ispezioni necessarie e che non hanno neanche il minimo riconoscimento incentivante.
Ebbene per SIM Marina introdurre per loro una indennità sarebbe un incentivo ed un riconoscimento al loro ruolo, poco conosciuto ma essenziale per il Paese.
Indennità che, a differenza di quanto pensato per i Cyber, dovrebbe essere introdotta per legge solo come indirizzo di lavoro per il prossimo tavolo di contrattazione. Per intenderci non demandato alla scelta del Ministro, ma deciso laddove deve essere deciso. (Come venne fatto oltre 20 anni fa per il Compenso Forfettario di Impiego)
La vera cultura della Difesa
Per SIM Marina la vera Cultura della Difesa deve quindi partire dalle persone: dalle donne e dagli uomini che ogni giorno, spesso lontano dalle proprie famiglie e in condizioni operative particolarmente impegnative, garantiscono la sicurezza del Paese.
Per questo motivo chiediamo che le esigenze del personale non vengano considerate come un elemento secondario rispetto agli investimenti tecnologici e operativi, ma siano riconosciute quale componente essenziale e strategica della capacità di Difesa nazionale.