In data 26 maggio 2026, il SIM Marina ha preso parte all’importante incontro con la Funzione Pubblica in merito alla tornata contrattuale per il triennio 2025/2027. Un tavolo cruciale, che ha tuttavia evidenziato forti criticità sul fronte delle risorse finanziarie disponibili.
L’apertura del tavolo e il quadro economico della Funzione Pubblica
La riunione si è aperta con l’intervento dei dirigenti della Funzione Pubblica, i quali hanno illustrato lo stato di avanzamento dei lavori contrattuali e presentato la piattaforma delle proiezioni economiche. Sulla base dei fondi attualmente stanziati, l’Amministrazione ha prospettato un incremento netto mensile di circa 100 euro, a partire dal grado di Sottocapo di 3ª classe.
Tuttavia, dal Governo non è giunto alcun segnale circa un possibile aumento delle risorse destinate alla contrattazione corrente. Di conseguenza, per contrastare il persistente tasso di inflazione, la Funzione Pubblica ritiene opportuno concentrare la quasi totalità delle somme sulla quota fissa stipendiale, riducendo drasticamente i margini per il finanziamento dei compensi accessori. L’Amministrazione ha quindi ammesso la oggettiva difficoltà nel soddisfare pienamente le esigenze del Comparto Difesa e nel garantire, al contempo, un’adeguata distribuzione delle indennità accessorie.
La proposta della Funzione Pubblica e il dissenso delle APCSM
Alla luce delle esigue risorse residue, l’Amministrazione ha ipotizzato di far confluire tali somme nel Fondo di Efficienza dei Servizi Istituzionali (FESI) 2027, prevedendo la decorrenza degli aumenti economici a partire dal 1° gennaio 2027. Questa proposta, tuttavia, non ha trovato il consenso delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) presenti al tavolo negoziale.
La ferma posizione del SIM Marina: priorità a imbarcati e reparti operativi
Nel corso del dibattito il SIM Marina, rappresentato dal Segretario Generale Warner Greco, ha espresso con fermezza la propria posizione, sottolineando la totale mancanza delle condizioni necessarie per accettare un accordo che non preveda incrementi dignitosi anche per le indennità accessorie.
Il Segretario Generale ha rimarcato l’assoluta urgenza di alcune priorità non più rinviabili:
Personale imbarcato: garantire l’equiparazione dei compensi previsti dagli articoli 11 e 12, con specifico riferimento al CFI (Compenso Forfettario di Impiego) notturno per il personale impiegato sulle unità navali.
Forze speciali e specialistiche: dare immediati segnali di attenzione e riconoscimento indennitario per gli impieghi operativi di Incursori, Palombari e Sommergibilisti.
Capitanerie di Porto (GC): massima attenzione rivolta al personale impiegato nei PSC (Port State Control) e ai Soccorritori.
Le promesse mancate di Palazzo Chigi
Il Segretario Generale Warner Greco ha inoltre ricordato che, durante l’incontro dello scorso dicembre a Palazzo Chigi, alcuni autorevoli esponenti dell’Esecutivo avevano manifestato l’intenzione di destinare ulteriori risorse al comparto. Tali fondi avrebbero dovuto derivare dal superamento della procedura di infrazione europea; una prospettiva che, purtroppo, è svanita a causa del mancato rientro della procedura stessa.
La richiesta di un confronto diretto con il Governo
Il SIM Marina esprime forte rammarico nel constatare che, ad oggi, nessun rappresentante politico di riferimento abbia ritenuto opportuno convocare le APCSM rappresentative per illustrare con trasparenza la situazione reale. Il sindacato ritiene invece fondamentale e auspicabile un confronto diretto e immediato con il Governo, non solo per fare chiarezza sul quadro macroeconomico, ma soprattutto per individuare soluzioni concrete capaci di restituire la giusta dignità professionale ed economica al personale delle Forze Armate.
Rispetto, ascolto e previdenza dedicata: le conclusioni del Comparto Difesa
Le organizzazioni sindacali del Comparto Difesa chiedono rispetto, ascolto e tutele tangibili per le donne e gli uomini che ogni giorno indossano l’uniforme al servizio del Paese. Le risposte attese potrebbero arrivare già con gli stanziamenti della prossima Legge di Bilancio. Inoltre, l’avvio definitivo della previdenza dedicata, supportato da adeguati investimenti economici, potrebbe contribuire nel breve periodo a ristabilire i necessari equilibri, creando finalmente le premesse per giungere a un accordo contrattuale serio, equo e realmente rispondente alle esigenze dei lavoratori in divisa