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Parco logistico di Santa Rosa. Il comprensorio dimenticato: promesse e incuria

Nella giornata del 6 maggio 2026 sul Messaggero di Roma è stato pubblicato un articolo riguardante il comprensorio logistico di Santa Rosa.

Un’area abbandonata

Le continue segnalazioni di SIM Marina fino ad oggi non hanno avuto ancora riscontro da parte del Comando di Roma capitale e la questione sicurezza dell’area alloggiativa con l’approssimarsi dell’estate sta diventando un’emergenza.

C’è un angolo della Capitale dove il tempo sembra essersi fermato, non per incanto, ma per inerzia. È il comprensorio logistico di Santa Rosa, un pezzo di Marina Militare che oggi somiglia più a una terra quasi abbandonata che a una zona residenziale per chi serve il Paese.

La beffa dell’oscurità

Mentre dai tavoli istituzionali proposti da SIM Marina sulla questione e dai vertici di Maricapitale arrivavano rassicurazioni e impegni, la realtà sul campo restituisce un’immagine desolante: il comprensorio è letteralmente al buio. Il ripristino dell’illuminazione, è rimasto una nota a margine su carta.

Non è una questione di “comfort” o di estetica, ma di sicurezza pura. Muoversi di sera tra vialetti oscuri non è solo difficile, ma può diventare pericoloso, specialmente per i bambini. Il rischio di incidenti e cadute è alto, aggravato da un manto stradale che definire “compromesso” è un atto di cortesia: buche e avvallamenti possono diventare trappole invisibili nel cuore della notte.

Tra giungla urbana e potenziali rischi sanitari

Come se non bastasse la cecità dei lampioni, a Santa Rosa la natura si sta riprendendo tutto, nel peggiore dei modi. L’erba alta, non sfalciata, ha trasformato le aree comuni in un habitat ideale per roditori, insetti e serpenti. Un degrado che non solo calpesta il decoro, ma va in senso opposto alle norme igienico-sanitarie ed a pertinenti regolamenti comunali.

È accettabile che i figli dei militari debbano giocare in una giungla urbana col rischio di incontri ravvicinati con la fauna selvatica? Per il SIM Marina la risposta è un secco no.

Basta promesse, servono i fatti

La distanza tra le rassicurazioni istituzionali e la realtà è un fatto che non può più essere ignorato. Il sindacato non chiede opere faraoniche, ma l’ABC della gestione: manutenzione ordinaria.

Le necessità sono sul tavolo, chiare edevidenti:

   1. Luce subito: ripristino totale dell’illuminazione.

   2. Igiene e decoro: taglio immediato della vegetazione e trattamenti ambientali.

   3. Sicurezza stradale: riparazione urgente dei viali interni.

   4. Continuità: un piano di manutenzione che non sia un “una tantum” ma di lungo respiro.

Il personale militare e le loro famiglie necessitano solo di dignità perchè non si può vivere nell’incuria. Il tempo delle promesse (da marinaio?) è scaduto: ora servono i fatti.

Qui l’articolo originale

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