Il Trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici non può più essere pagato con anni di ritardo.
L’avevamo detto e sperato che la Consulta bocciasse il provvedimento che ritarda il pagamento del TFS ai dipendenti pubblici e quindi al personale militare.
Ordinanza 25/2026
Con l’ordinanza n. 25/2026, (la puoi scaricare qui) la Corte Costituzionale ha difatti stabilito che il sistema di pagamento ritardato e rateizzato viola l’art. 36 della Costituzione, perché trattiene somme che sono a tutti gli effetti retribuzione già maturata dal lavoratore.
Sono state di fatto rinviate al mittente le assurde pretese dell’INPS di scaricare sugli inaffidabili dipendenti dello Stato la necessità di suddividere il pagamento (leggi qui il precedente articolo).
Modificare la norma entro 9 mesi
La Corte è stata netta: il TFS è retribuzione differita e la garanzia costituzionale non riguarda solo l’ammontare della cifra, ma anche la tempestività della sua corresponsione. Il nodo centrale sollevato dai ricorrenti non è solo il ritardo, ma la mancanza di rivalutazione monetaria. Ricevere la stessa cifra nominale dopo anni di attesa significa, nei fatti, ricevere meno soldi a causa dell’aumento del costo della vita.
La Corte Costituzionale ha quindi imposto al legislatore di intervenire entro 9 mesi per modificare la normativa e riportare il pagamento del TFS a tempi fisiologici.
Nove mesi concessi al Governo per modificare la norma che per anni ha impedito al personale in pensione di usufruire di quanto dovuto. Nove mesi per disinnescare una bomba sui conti pubblici.
E viene da pensare male sulla considerazione che ha la Corte dell’INPS se ha già fissato per il 14 gennaio 2027 una nuova udienza di verifica.
E se il Governo non interviene?
Sarà quella la data della verità: se entro allora non sarà stata varata una riforma che pianifichi seriamente l’eliminazione dei meccanismi dilatori, inevitabilmente la Corte non potrebbe che dichiarare l’illegittimità definitiva e quindi l’abrogazione della norma.
Questo fatto porterebbe a scenari economici disastrosi per l’INPS che dovrebbe provvedere al pagamento immediato di tutte le liquidazioni in essere, pena migliaia di ricorsi con conseguenti ulteriori ingenti spese.
Un sospiro di sollievo
Questa decisione rappresenta un passaggio importantissimo per tutti quei militari che stanno per accedere alla pensione. Il TFS è un salvadanaio per tanti che potranno permettersi l’acquisto della casa o sostenere le spese universitarie dei figli.
Possibili ricorsi per chi ha subito il sistema di ritardo e dilazione del TFS?
Questa domanda è stata rivolta al SIM Marina da alcuni colleghi in quiescenza e merita approfondimento.
In caso di spiragli positivi SIM Marina sarà in prima file per predisporre ricorsi collettivi a favore degli associati per il recupero del danno economico subito sotto forma di perdita di potere di acquisto.