Un malessere “forte, trasversale e crescente” attraversa il personale militare del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.
A segnalarlo è “SIM Marina”, il primo sindacato della Marina Militare con duplice rappresentanza del personale contrattualizzato e dei dirigenti, che in occasione del primo incontro ufficiale con il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto Ammiraglio Ispettore ILIARDO, svoltosi a Roma il 09 febbraio 2026 ha rappresentato una situazione diffusa di disagio che coinvolge militari di ogni grado e specialità.
Il disagio nel corpo della Guardia Costiera
Un disagio che si manifesta anche attraverso da fenomeni come il “quiet quitting”, ovvero la progressiva riduzione dell’impegno lavorativo al minimo indispensabile: un segnale che secondo il il Vice Presidente di SIM Marina Francesco Cacace ”non può più essere ignorato e richiede un’azione immediata e non differibile da parte dell’Alto Comando“.
Gli indicatori sociali
A supporto delle proprie affermazioni, l’associazione sindacale richiama un ampio patrimonio di dati “empirici” quali: svariate segnalazioni raccolte attraverso assemblee sindacali, attività di tutela legale, interlocuzioni quotidiane con il personale e le famiglie, oltre a un seguito mediatico che nel solo 2025 ha superato i 7 milioni di visualizzazioni sui propri canali “social”.
Indicatori che, per il sindacato, restituiscono un quadro chiaro e coerente di una sofferenza organizzativa e professionale.
La richiesta di un reale rapporto sullo stato del personale
Al centro della proposta di “SIM Marina” vi è la richiesta di un Rapporto sullo Stato del Personale, un documento ufficiale che fotografi in modo trasparente e realistico le attuali condizioni di vita degli uomini e delle donne della Guardia Costiera.
Una vera e propria operazione verità ritenuta indispensabile per colmare la distanza tra le linee di indirizzo strategiche adottate negli ultimi anni – che pongono il personale al centro dell’azione del Corpo – e la percezione concreta vissuta nei luoghi di lavoro.
La tavola delle questioni
Nel dettaglio, l’associazione sindacale ha elaborato una prima “tavola delle questioni” sulla base della quale sono state individuate numerose criticità strutturali:
- il modello di impiego del personale, giudicato instabile e penalizzante per la vita familiare
- la percezione distorta della meritocrazia,
- le carenze logistiche
- i profili di sicurezza sui luoghi di lavoro
- la tutela delle specialità più esposte, come gli ispettori “Flag State” e “PSC” ed il personale di Polizia Giudiziaria, spesso chiamati ad agire a fronte di elevate responsabilità e senza un’adeguata struttura di supporto.
- la mancata valorizzazione dei cosiddetti “turnisti”, definiti “l’essenza della missione del Corpo”, ma spesso poco considerati
- Le disparità territoriali nella gestione di licenze, alloggi, sedi disagiate e mantenimento dell’efficienza fisica.
Non mancano, infine, riferimenti alla condizione femminile e ai ritardi cronici nella liquidazione dei “fogli di viaggio”, che costringono i militari ad anticipare spese personali per missioni di servizio.
La proposta di SIM Marina: un confronto continuo fondato sull’ascolto
Alla luce di questo scenario, SIM Marina” propone un cambio di metodo per superare i confronti episodici e strutturare un dialogo sindacale stabile e periodico, sia a livello centrale sia periferico.
Un confronto continuo che, secondo il sindacato, permetterebbe di prevenire le criticità, migliorare il clima interno e rafforzare l’efficacia complessiva dell’Amministrazione.
“Un’associazione professionale forte e non percepita come un’organizzazione di contrapposizione. rappresenta un valore aggiunto per il personale e per il Corpo stesso, anche in vista delle future sfide contrattuali e organizzative” afferma il Vice Presidente Franco Cacace
Il deposito della prima tavola delle questioni rappresenta, quindi, nelle intenzioni di SIM Marina, non un atto di contrasto ma un punto di partenza per un percorso di rinnovamento fondato sull’ascolto, sulla trasparenza e sulla reale valorizzazione del capitale umano della Guardia Costiera.
Se desideri sollevare argomenti che ritieni utili o avere ulteriori notizie non esitare a contattarci.