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3° Congresso Nazionale di SIM Marina: formazione e previdenza, opportunità e diritti

Quando si parla di mondo militare, si scivola fin troppo spesso in un equivoco retorico che confonde la tutela della dignità professionale con il concetto anacronistico di “privilegio”.

Ma la bussola indicata nel corso del 3° Congresso Nazionale del SIM Marina ad Ancona lo scorso 23 ottobre punta dritta in un’altra direzione: quella dei diritti, della specificità e di un cambio di passo non più rimandabile per chi veste l’uniforme.

Un evento di portata straordinaria, che ha visto alternarsi riflessioni tecniche, denunce procedurali, proposte legislative e una visione politica chiara per il futuro del personale con le stellette.

Due gli argomenti al centro del dibattito: Formazione e Previdenza.

La formazione: investimento per il futuro del personale e della Marina Militare

Francesco Cacace (Presidente): Eletto alla presidenza proprio nella mattinata del 23 ottobre, Cacace ha centrato il suo intervento su un pilastro strategico per il futuro della Marina Militare: la formazione e gli investimenti sul capitale umano.

Il neo presidente ha ribadito con forza che una Forza Armata moderna non può prescindere da una formazione adeguata, dinamica e al passo con le sfide attuali, unitamente a un deciso rilancio degli investimenti sul personale.

Investire sulle persone significa garantire un sistema alloggiativo dignitoso, valorizzare le competenze e assicurare condizioni di lavoro rispettose della persona, perché gli equipaggi non possono essere considerati mere risorse da spremere a fronte delle croniche carenze organiche.

La previdenza: dall’analisi tecnica alle proposte di riforma.

Ad aprire e guidare il dibattito interno sono stati i contributi tecnici e procedurali dei dirigenti e rappresentanti del SIM Marina, che hanno messo a nudo le criticità quotidiane e tracciato le linee guida dell’azione sindacale.

Warner Greco (Segretario Generale): Ha aperto i lavori con una lucida e incisiva relazione politica e sindacale, ponendo l’accento sulla necessità inderogabile di superare 31 anni di immobilismo legislativo.

Greco ha rimarcato come la specificità militare non debba essere solo una declaratoria di principio, ma debba tradursi in tutele concrete sul piano previdenziale, retributivo e normativo, rivendicando il ruolo del SIM Marina come interlocutore solido, autonomo e propositivo di fronte alla politica e ai comandi.

Massimiliano Maraglino (Segretario Regionale Nord Est): Con un intervento fortemente orientato all’analisi tecnica e procedurale, ha sviscerato il nodo cruciale della previdenza e del Trattamento di Fine Servizio (TFS).

Maraglino ha evidenziato i limiti strutturali e le storture derivanti dalla mancata attuazione di una previdenza dedicata post-riforma Dini.

Si è soffermato sugli impatti negativi delle rateizzazioni forzate del TFS sulla vita dei colleghi che lasciano il servizio, sollecitando soluzioni normative e procedurali immediate per ristabilire un diritto fondamentale.

Antonio Colombo (Presidente Emerito): Nel suo intervento ha ripercorso il senso profondo della presenza sindacale nelle Forze Armate. Ha ricordato come la battaglia per la tutela dei diritti dei militari sia una garanzia per la stessa efficienza delle Istituzioni.

Colombo ha sottolineato il valore della memoria storica e della continuità dell’azione sindacale per evitare il rischio di regressioni sui diritti acquisiti e per mantenere alto il livello del confronto democratico.

Sulla previdenza ha ripercorso i passaggi dal 1995 ad oggi, evidenziato che il tempo a disposizione per dare risposte ai colleghi anziani sta scadendo. Ha sollecitato la politica a risposte urgenti.

Gli interventi istituzionali e politici: vicinanza e impegni

A fare da cassa di risonanza alle istanze portate avanti dai rappresentanti del SIM Marina sono stati i qualificati interventi delle autorità politiche e istituzionali.

Il Senatore Maurizio Gasparri, Commissione Difesa (in videomessaggio) ha confermato la costante attenzione verso il comparto Difesa e Sicurezza, ribadendo che il riconoscimento della specificità e la tutela previdenziale sono atti di doverosa giustizia nei confronti di chi serve lo Stato.

Il Generale Domenico Rossi, consulente del Ministro Crosetto (in videomessaggio) ha offerto un contributo ad alto valore tecnico, sottolineando quanto sia indispensabile tradurre il concetto di specificità in norme operative idonee a proteggere l’equilibrio psicofisico e la dignità dei militari.

La Senatrice Stefania Pucciarelli, Commissione Difesa (in collegamento) ha rinnovato la sua consolidata vicinanza al personale con le stellette, garantendo continuità nell’impegno parlamentare a supporto della Difesa. Ha rammentato che la proposta per la previdenza dedicata depositata al Senato porta la sua firma.

L’Onorevole Arnaldo Lomuti, Commissione Difesa della Camera, presente in aula, ha portato un tassello concreto al dibattito anticipando i contenuti di un Disegno di Legge (DDL) finalizzato a velocizzare i tempi di erogazione e liquidazione del TFS. Un passo in avanti significativo che, pur necessitando di ulteriori perfezionamenti secondo il sindacato, segna l’inizio di un percorso per superare l’odioso meccanismo delle rateizzazioni.

Le emergenze irrisolte: organici, alloggi e vivibilità operativa

I lavori di Ancona hanno riacceso i riflettori su una realtà operativa non più sostenibile: a fronte della necessità di una pianta organica per la Marina Militare di almeno 37.000 unità, gli organici effettivi risultano talmente impoveriti da faticare a coprire persino gli assetti essenziali di una singola fregata FREMM.

Sistema alloggiativo: Servono investimenti urgenti per assicurare alloggi dignitosi al personale trasferito e alle loro famiglie.

Formazione continua: Necessaria e inderogabile per stare al passo con le evoluzioni geopolitiche e tecnologiche.

Rispetto della persona: Essere in pochi non può significare superare i limiti della sostenibilità psicofisica.

Il Congresso Nazionale del SIM Marina ad Ancona ha dimostrato che la tutela dei diritti e della dignità del personale è la precondizione per la stessa efficienza della Difesa.

Le relazioni e gli interventi di Warner Grieco, Massimiliano Maraglino, Antonio Colombo e del neo eletto Presidente Francesco Cacace hanno tracciato una rotta chiara: non si chiedono benefici inarrivabili o privilegi, ma il pieno rispetto della specificità militare e l’applicazione di diritti fondamentali troppe volte rinviati.

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