All’interno della Guardia Costiera opera un’élite di personale militare altamente qualificato che, con attività quotidiane e costanti, rende più sicura la navigazione e tutela l’ambiente marino da ogni forma di inquinamento connesso al naviglio mercantile nazionale e straniero in scalo nei porti italiani. In questo quadro spiccano le figure ispettive del Port State Control Officer (PSCO) e del Flag State Control Officer (FSCO).
Percorsi aggiornati: requisiti, formazione e competenze
Il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto ha aggiornato e strutturato i percorsi formativi e i requisiti per ottenere abilitazioni e qualifiche del personale impiegato nelle ispezioni a tutela della sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino a bordo del naviglio mercantile.
Il documento ufficiale delinea in modo completo competenze richieste e attività autorizzate per ciascun profilo ispettivo.
Abilitazione PSC: profilo centrale del sistema ispettivo
Viene confermata la centralità dell’abilitazione PSC (Port State Control), riservata a ufficiali e sottufficiali in servizio permanente in possesso di titoli specifici e comprovata esperienza. Il percorso si articola in tre fasi:
- formazione teorica presso il nucleo didattico del Comando Generale con sede a Genova;
- addestramento pratico;
- perfezionamento presso la Capitaneria di porto di impiego;
con integrazione finale di un corso presso EMSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima.
A conclusione, l’abilitazione è formalizzata con il rilascio di un documento identificativo con validità quinquennale, rinnovabile a fronte del percorso di mantenimento dei requisiti.
La formazione si svolge presso il Centro Specialistico “C.A. Antonio De Rubertis” di Genova, certificato secondo lo standard ISO 9001:2015, che dal 1996 ha formato oltre 2.500 ufficiali, 779 sottufficiali, nonché personale civile e straniero.
Maritime Security (DAO) e Port Security: prevenzione di minacce e azioni illecite
Accanto alla figura del “PSCO”, si rafforza il ruolo, svolto dallo stesso, dell’ispettore per la Maritime Security (DAO), incaricato di verificare la conformità delle navi mercantili straniere alle normative internazionali e comunitarie contro minacce e azioni illecite (ad esempio atti di sabotaggio o pirateria).
Per accedere a questa abilitazione è obbligatorio aver superato il corso “Port State Control e un modulo specifico sulla “Maritime Security”.
Nell’ambito della security, un riferimento va anche agli ispettori di Port Security che, grazie a un percorso formativo e addestrativo dedicato, assicurano la protezione degli ambiti portuali dal verificarsi di incidenti di “maritime security” durante l’interfaccia nave–porto.
Dal 2025, il training per gli ispettori DAO include esercitazioni pratiche con supporto di simulazioni software sulle procedure ISPS (International Ship and Port Facility Security).
Inoltre, i corsi di “Port Security” ora prevedono moduli su intelligence marittima e cybersecurity congiunta, per prevenire attacchi informatici alle infrastrutture portuali.
Flag State Control Officer (FSCO): controllo sulle navi di bandiera italiana
Grande attenzione è riservata alla qualifica di “Flag State Control Officer (FSCO)”, dedicata al controllo delle navi di bandiera italiana.
La qualifica è suddivisa in più livelli in base alla stazza delle navi e prevede percorsi differenziati per ufficiali, sottufficiali e graduati: tirocini in affiancamento a ispettori esperti, corsi di specializzazione e audit a bordo.
Dal 2024, è stato introdotto un modulo aggiuntivo su ispezioni ambientali (SOx/NOx), obbligatorio per tutti i nuovi “FSCO”.
Inoltre, il programma “FSCO” ora include uno specifico corso ECM (Environmental Compliance Monitoring) in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente.
Tracciabilità digitale delle ispezioni
Tutte le attività ispettive sono tracciate digitalmente, garantendo trasparenza e standardizzazione a livello nazionale e internazionale: per le navi straniere tramite le piattaforme “THETIS PSC”, “THETIS SULPHUR” e “THETIS PRF”; per le navi italiane tramite “PMIS – SOS”.
Recentemente, è stato lanciato PMIS 2 (Port Management Information System 2), operativo da giugno 2025, che consente l’invio telematico integrato delle pratiche nave in 38 porti italiani.
Parallelamente, tramite il sistema NMSW–PMIS, è ora possibile registrarsi gratuitamente e accedere anche ai moduli formativi digitali per operatori portuali.
Allineamento a Paris MoU e direttive UE
L’aggiornamento normativo si inserisce nella strategia della Guardia Costiera di rafforzare l’efficacia delle ispezioni portuali e marittime, in coerenza con gli obblighi del “Paris MoU” e con le direttive europee in materia di sicurezza, ambiente e lavoro marittimo.
Dal 2025, l’attività ispettiva PSC è allineata anche ai nuovi protocolli ESI (Esperienza Sostenibile dell’Ispezione) sviluppati dal “Paris MoU”.
Sono inoltre in corso progetti pilota per adottare metodologie di analisi basate su dati “AIS/LRIT” per anticipare i rischi prima dell’arrivo in porto.
Vuoi approfondire? Contatta SIM MARINA: siamo a disposizione per chiarimenti e supporto operativo.



