Le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) hanno assunto una posizione di netta rottura mediante un comunicato congiunto: senza risorse economiche adeguate e impegni precisi, il nuovo contratto di lavoro non si firma.
Dopo una serie di fitti incontri presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, la maggioranza rappresentativa del tavolo negoziale ha preso atto dell’insufficienza delle condizioni attuali per siglare l’accordo relativo al triennio 2025-2027.
Le motivazioni dello stallo: potere d’acquisto e previdenza
La decisione di non sottoscrivere il rinnovo contrattuale nasce da carenze strutturali ritenute non più accettabili dai rappresentanti dei lavoratori in divisa. Le motivazioni principali si articolano su tre punti chiave:
- Risorse economiche insufficienti: Gli stanziamenti attuali non permettono un reale recupero del potere d’acquisto, fortemente intaccato dall’inflazione degli ultimi anni.
- Mancata valorizzazione della “specificità”: I sindacati denunciano come lo status e i peculiari compiti operativi del personale militare non ricevano il giusto riconoscimento economico e normativo.
- Previdenza dedicata ferma al palo: Manca ancora una risposta concreta e strutturata sulla previdenza complementare e dedicata, un tema cruciale per il futuro previdenziale del comparto.
“Le risorse stanziate non offrono risposte concrete. Chiediamo un immediato confronto politico con il Governo per rendere il contratto realmente dignitoso.” — Nota congiunta delle APCSM.
Le richieste al Governo: confronto politico e agibilità sindacale
Per sbloccare l’impasse, le APCSM chiedono l’apertura immediata di un tavolo di confronto politico direttamente con il Governo. L’obiettivo è ottenere risposte certe e lo stanziamento di fondi integrativi indispensabili per:
- Garantire aumenti salariali dignitosi.
- Rendere la previdenza dedicata effettivamente attuabile.
- Riformare le regole sulle relazioni sindacali e garantire la piena agibilità sindacale all’interno del mondo militare, un diritto ancora al centro di forti nodi politici da sciogliere.
Cosa succede ora? Rischio mobilitazione
La linea delle sigle sindacali militari è chiara: in assenza di risposte precise, credibili e tempestive, l’indisponibilità alla firma diventerà definitiva. Le associazioni hanno già annunciato che, se il Governo non mostrerà aperture concrete in tempi ragionevoli, si riserveranno di intraprendere ulteriori azioni di rivendicazione a tutela di tutto il personale rappresentato.