Il riconoscimento del titolo onorifico di Veterano della Difesa rappresenta una novità importante per il personale militare italiano. Con il Decreto del Ministro della Difesa del 21 febbraio 2025, pubblicato nel Giornale Ufficiale della Difesa, sono stati disciplinati il titolo di Veterano della Difesa, quello di Veterano delle missioni internazionali e le relative medaglie al merito.
Si tratta di un provvedimento che punta a valorizzare il servizio prestato da uomini e donne appartenenti a Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri, sia in Patria sia nei teatri operativi internazionali.
Chi sono i veterani della Difesa
In Italia, il termine “veterano della Difesa” non riguarda soltanto chi ha preso parte a conflitti armati. Il riconoscimento si riferisce al personale militare che ha servito il Paese in attività operative, addestrative, istituzionali o internazionali, maturando esperienza, competenze e senso del dovere al servizio della collettività.
Negli ultimi decenni, i militari italiani hanno partecipato a numerose missioni all’estero, nell’ambito di operazioni riconosciute dalla Difesa e condotte in contesti complessi come Balcani, Medio Oriente, Afghanistan, Libano, Iraq, Corno d’Africa, Mediterraneo e altre aree di crisi. L’elenco ufficiale delle operazioni valide per il riconoscimento del titolo di “Veterano delle missioni internazionali” è contenuto nell’Allegato B alle disposizioni applicative PERSOMIL.
Cosa cambia con il Decreto del 21 febbraio 2025
Il Decreto amplia e formalizza il riconoscimento del titolo onorifico di Veterano della Difesa. In precedenza, la figura era legata soprattutto al personale che aveva riportato traumi fisici o psichici invalidanti nell’adempimento dei doveri di servizio. Con il nuovo provvedimento, il riconoscimento viene esteso anche al personale che abbia prestato servizio meritorio e prolungato nelle Forze Armate e nell’Arma dei Carabinieri.
Il sistema prevede due titoli distinti:
- Veterano della Difesa, per il personale che possiede i requisiti previsti dal decreto;
- Veterano delle missioni internazionali, per chi, oltre ai requisiti richiesti per il titolo di Veterano della Difesa, abbia partecipato ad almeno una missione o operazione fuori dal territorio nazionale riconosciuta dalla Difesa.
Chi può ottenere il titolo di Veterano della Difesa
Il titolo di Veterano della Difesa può essere riconosciuto al personale militare, in servizio o in congedo, appartenente a Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri, che rientri in almeno una delle condizioni previste dal decreto.
Può presentare domanda chi:
- ha riportato traumi fisici o psichici invalidanti durante attività operative o addestrative, in Patria o all’estero;
- è stato insignito di decorazioni al valor militare;
- oppure ha raggiunto almeno 25 anni di servizio effettivo, ha conseguito una valutazione non inferiore a “eccellente” nei cinque anni precedenti la valutazione dei requisiti e non ha riportato sanzioni disciplinari di stato o condanne definitive per delitto non colposo incompatibili con il riconoscimento.
Le disposizioni applicative precisano inoltre che i 25 anni di servizio effettivo riguardano il servizio svolto nelle Forze Armate, anche non continuativo, e che la valutazione “eccellente” deve essere desunta dalle schede valutative disponibili.
Veterano delle missioni internazionali: requisiti aggiuntivi
Il titolo di Veterano delle missioni internazionali viene attribuito al personale che possiede già i requisiti per il titolo di Veterano della Difesa e che abbia partecipato ad almeno una operazione condotta fuori dal territorio nazionale tra quelle riconosciute dal Capo di Stato Maggiore della Difesa.
Per la relativa medaglia al merito, il decreto prevede anche specifiche condizioni operative:
- partecipazione per un periodo continuativo non inferiore a 15 giorni ad almeno una operazione fuori dal territorio nazionale, oppure
- assegnazione presso sedi di comando, controllo o supporto logistico dell’operazione dislocate all’estero.
Sono previste regole specifiche anche per equipaggi di volo e personale impiegato con aeromobili a pilotaggio remoto.
Medaglia al merito di Veterano della Difesa
Il decreto istituisce due medaglie onorifiche:
- la Medaglia al merito di Veterano della Difesa;
- la Medaglia al merito di Veterano delle missioni internazionali.
Le medaglie sono conferite contestualmente ai rispettivi titoli onorifici. Il personale insignito è autorizzato a fregiarsi della medaglia e del nastrino secondo le modalità previste dai regolamenti sulle uniformi di ciascuna Forza Armata. Il decreto precisa inoltre che, in caso di possesso di entrambe le onorificenze, il personale è autorizzato a fregiarsi soltanto di quella di “Veterano delle missioni internazionali”.
Come presentare la domanda
Le istruttorie vengono avviate, di norma, su istanza dell’interessato. L’unica eccezione riguarda i procedimenti relativi al personale deceduto in servizio o in operazioni, per i quali è previsto un iter d’ufficio.
Il personale interessato deve presentare la documentazione agli EDRC istruttori competenti (Enti e Distaccamenti Regionali Competenti). Per il personale in servizio, il riferimento è generalmente l’EDRC di appartenenza. Per il personale in congedo di Esercito, Marina Militare e Aeronautica Militare, il riferimento è l’Ente documentale territoriale di Forza Armata; per il personale in congedo dell’Arma dei Carabinieri, l’ultimo EDRC di appartenenza.
La domanda deve essere redatta utilizzando i modelli predisposti da PERSOMIL. Le disposizioni applicative indicano, tra gli allegati, il modello di istanza, la dichiarazione sostitutiva e l’informativa sul trattamento dei dati personali.
Cosa verificano gli uffici competenti
Gli EDRC istruttori verificano:
- la correttezza della documentazione presentata
- i dati anagrafici, il grado, il codice fiscale
- la documentazione matricolare e caratteristica
- la sussistenza delle condizioni previste per il riconoscimento.
Successivamente, gli elenchi degli aventi titolo vengono trasmessi lungo il flusso gerarchico fino a PERSOMIL, responsabile dell’adozione finale dei provvedimenti.
Priorità nella prima fase applicativa
Le disposizioni applicative hanno previsto, fino al 31 dicembre 2025, una fase iniziale con priorità per:
- il personale deceduto in servizio o in operazioni
- i decorati al valor militare
- i militari che abbiano riportato traumi fisici o psichici invalidanti in attività operative o addestrative.
Per la stessa fase sono stati indicati contingenti massimi annui:
- 10.000 nominativi per l’Esercito
- 5.000 per la Marina Militare
- 5.000 per l’Aeronautica Militare
- 10.000 per l’Arma dei Carabinieri.
Per la Marina Militare il contingente include anche il Corpo delle Capitanerie di Porto, secondo quanto previsto dalle disposizioni PERSOMIL.
Si è attesa di conoscere i contingenti per l’anno in corso.
Un riconoscimento al servizio prestato: il valore umano e professionale
Il titolo di Veterano della Difesa non è soltanto un riconoscimento formale. Rappresenta il tentativo di dare valore istituzionale a una comunità di militari che, durante la propria carriera, ha servito il Paese in contesti spesso complessi, in Italia e all’estero.
Leadership, disciplina, spirito di squadra, capacità di gestione delle emergenze e senso delle istituzioni sono competenze che molti veterani continuano a mettere a disposizione della società anche dopo il congedo, attraverso associazioni d’arma, volontariato, protezione civile, formazione e sostegno alle nuove generazioni.
Valorizzare i veterani significa quindi riconoscere non solo una storia individuale di servizio, ma anche un patrimonio collettivo di esperienza, memoria e appartenenza.



