Adeguamento ISTAT: SIM Marina scrive alla Presidenza di Consiglio

SIM Marina, insieme ad AMUS , ASPMI e USMIA – EI (uniche sigle per il Comparto Difesa ad essere rappresentative della Dirigenza militare), hanno scritto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché il prossimo D.P.C.M., previsto dall’art. 24 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, recepisca integralmente i principi affermati dal Consiglio di Stato con le sentenze n. 6003 e 6004 del 9 luglio 2025, in materia di adeguamento retributivo.

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La richiesta avanzata alla Presidenza del Consiglio ​

La richiesta nasce in vista dell’imminente emanazione del decreto e punta a garantire che il calcolo degli “incrementi medi” determinati dall’ISTAT sia effettuato nel pieno rispetto dei criteri indicati dalla giurisprudenza amministrativa, evitando interpretazioni restrittive o metodologie di calcolo non coerenti con il dato normativo.

Per il 2026 l’Istituto di statistica ha già determinato nel 2,6% a parare delle scriventi in modo errato, la percentuale di adeguamento stipendiale per il 2026.

La sentenza del Consiglio di Stato

In particolare, si richiama quanto accertato dal Consiglio di Stato in relazione alla parziale illegittimità del D.P.C.M. 6 agosto 2021 (adeguamento triennale 2018–2020 dei magistrati). Si tratta della necessità di una base di calcolo che includa tutte le componenti del trattamento economico (e non la sola componente stipendiale), e l’erroneità dell’applicazione della media ponderata, meno favorevole ai destinatari dell’adeguamento, in luogo della media aritmetica. ​

Alla luce di tali pronunce, le sigle firmatarie hanno chiesto che i medesimi criteri – sia nella base di calcolo sia nel metodo di determinazione degli incrementi medi – siano adottati sin dalla prossima emanazione del D.P.C.M. per i dirigenti militari. In questo modo sarà evitata disparità di trattamento e ridotto il rischio di nuovo contenzioso dinanzi al giudice amministrativo.

L’attesa della decisione

Di norma l’adeguamento Istat viene deliberato dalla Presidenza del Consiglio nel mese di Aprile. Il Governo potrebbe agire in autotutela applicando le sentenze favorevoli ai dirigenti.

In questo modo oltre che a soddisfare la richiesta di migliaia di suoi dipendenti, eviterà una serie di ricorsi che lo vedrebbero presumibilmente perdente con la concreta possibilità di dover rimborsare le spese legali.

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